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Murano, isola della luce

Murano, l'isola della luce

 

L’itinerario si svolge interamente sull’isola di Murano, situata nella Laguna Nord, a circa venti minuti dal centro storico di Venezia con il trasporto pubblico. L’isola è famosa in tutto il mondo per la produzione vetraria che vi si svolge ininterrottamente sin dalla fine del XIII secolo, quando le fornaci per la lavorazione del vetro, che inizialmente si trovavano a Venezia, furono spostate, con editto del Doge, a Murano, per il timore - fondato - che gli incendi, allora frequentissimi in una città con edifici in gran parte costruiti in legno, portassero alla distruzione di essa.

Innumerevoli sono le botteghe artigiane disseminate su tutta l’isola nelle quali si lavora sia il vetro “al lume”, come pure rilevante è l’attività delle vetrerie che viene svolta principalmente su base individuale da “maestri” vetrai, coadiuvati dai loro assistenti.
La scelta di questo itinerario è orientata alla scoperta dell’attività del tutto particolare e unica ai nostri giorni, grazie ai laboratori artigiani di Marco Toso Borella e Matteo Seguso, due artisti-artigiani che decorano il vetro con le tecniche antichissime del “graffito” e dell’incisione, e di Lorenzo Ferro, specializzato nella produzione di vetri artistici.

L’isola è ricca ristorantini, osterie o trattorie dove si possono gustare i tipici prodotti della cucina veneziana: risotto di pesce, spaghetti alle vongole o allo scoglio, spaghetti al nero di seppia e le “sarde in saor”: sarde fritte in agrodolce, con uva sultanina, pinoli freschi e abbondante cipolla, oppure la frittura mista. A carnevale si possono assaggiare le “fritole”, fritelle semplici con uvetta oppure farcite di crema o zabaglione.

Il Sito "Venezia e la sua Laguna" è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1987 per il suo Eccezionale Valore Universale, pertanto appartiene a tutti noi: abbiamo il dovere di rispettarlo e conservarlo affinché sia tramandato alle future generazioni.

Il patrimonio culturale del Sito va oltre le mura dei palazzi, delle chiese, oltre le isole e la laguna, ma è anche memoria, identità, comunità, tutti elementi fondamentali per la sua vitalità. Proprio per questo, a partire dal 2017, la Città ha lanciato la campagna #EnjoyRespectVenezia per sensibilizzare i visitatori e invitarli a mantenere comportamenti educati e corretti durante la loro permanenza, nel rispetto della città e dei suoi abitanti. È importante, per esempio, camminare tenendo la destra, non sostare e sedersi sui ponti, non dare da mangiare ai piccioni, osservare un comportamento consono al luogo che si sta visitando.

  • Durata: circa 3 ore
  • Lunghezza: 1,4 km
  • Spostamenti: motoscafo ACTV da e per Venezia (Fondamente Nòve) e a piedi
  • Periodo consigliato: qualsiasi stagione dell'anno; tranne alcune delle principali festività religiose/civili
  • Accessibilità: totale per chiunque (il percorso attraverso il ponte può essere sostituito con il trasporto in motoscafo da Murano “Da Mula” a Murano “Museo” con pass giornaliero)
  • Partenza: Fondamente Nòve (Cannaregio)
  • Arrivo: Basilica dei Santi Maria e Donato (rientro a Venezia - Fondamente Nòve con motoscafo ACTV - linee 4.1/4.2)
  • Sestieri: Cannaregio e Isola di Murano
  • Punti di interesse
    1) Alla partenza dalle Fondamente Nòve, nei pressi dell’imbarcadero, c’è la casa-bottega di Tiziano Vecellio e, a breve distanza, la Chiesa di Santa Maria Assunta detta dei Gesuiti con ricca facciata (XVIII sec.) che affaccia sul Campo dei Gesuiti dove sorge anche l’Oratorio dei Crociferi (XVI sec.)
    2) Durante il percorso, il motoscafo effettua una fermata al Cimitero di San Michele con la omonima Chiesa (XV sec.) e dove si trovano le tombe di personaggi illustri (Igor Stravinskij, Sergej Djagilev, Ezra Pound, Iosif Brodskij, Helenio Herrera, Luigi Nono, Cesco Baseggio)
    3) All’arrivo a Murano “Da Mula”, la bella facciata gotica di Palazzo Da Mula (XV-XVI sec.) decorata da patere e formelle. Nel cortile interno, si possono ammirare resti di un edificio bizantino con portico a bifore (XII-XIII sec.)
    4) Nell’àmbito della vetreria Mazzega Glass Factory, oltre all’atelier del maestro Marco Toso Borella, hanno lo studio anche altri nomi illustri della produzione vetraria muranese
    5) Da Fondamenta Da Mula si percorre la Fondamenta dei Vetrai per circa 350 metri, passando accanto alla Chiesa di San Pietro Martire (XIV-XVI sec.) ricchissima di opere significative della pittura veneziana (Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini, Paolo Veronese, Jacopo e Domenico Tintoretto). Lungo tutta la Fondamenta sono numerosissime le botteghe artistiche che propongono ai visitatori le diverse tipologie della lavorazione del vetro. Visita del laboratorio artigiano di Matteo Seguso
    6) Attraversato il Ponte Longo “Lino Toffolo”, l’opposta Riva Longa è tutta un susseguirsi di negozi e botteghe artigiane, interrotte qua e là da qualche trattoria e dal complesso delle ex-Conterie, ora trasformato in hotel. La successione delle botteghe continua anche oltre Punta Conterie, lungo la Fondamenta Marco Giustinian sulla quale affaccia l’elegante Palazzo Giustinian (XVII sec.) sede dal 1861 del Museo del Vetro, istituito dall’abate Vincenzo Zanetti a testimonianza della ricchezza e della costante evoluzione delle diverse tecniche di lavorazione del vetro. Al di là del Canale di San Donato, bella facciata del rinascimentale Palazzo Trevisan (1557)
    7) In Campo San Donato, oltre alla Basilica dei Santi Maria e Donato (XII sec.), ai piedi della Torre, sorge il Monumento ai Caduti, opera notevole dello scultore Napoleone Martinuzzi (1927)
  • Campi per una sosta: l’unico vero campo per una sosta nel corso dell’itinerario proposto è il Campo San Donato, antistante alla Basilica dei Santi Maria e Donato, dal quale si può godere di una splendida vista sull’abside in stile romanico-ravennate dell’edificio religioso
  • Bagni pubblici a pagamento: il Museo del Vetro offre la possibilità ai suoi visitatori di usufruire del servizio di Toilette come pure di una zona di Baby Pit-stop (per l’allattamento, il cambio pannolini e relax)
  • Fontanelle pubbliche: N° 134 Fondamenta Longa - N° 135 Campo San Donato
 




Basilica dei Santi Maria e Donato, Isola di Murano
ph. Gabriele Vattolo  - Comune di Venezia



Indice dell'itinerario



Fondamenta dei Vetrai, Isola di Murano
ph. Gabriele Vattolo - Comune di Venezia



Tappa 1: Da Fondamente Nove all'atelier-studio di Marco Toso Borella

Questo itinerario, benché si svolga tutto sull’isola di Murano entro un raggio di poco più di un chilometro, si articola comunque in quattro tappe.

Alla partenza dalle Fondamente Nòve, nei pressi dell’imbarcadero, c’è la casa-bottega di Tiziano Vecellio e, a breve distanza, la Chiesa di Santa Maria Assunta detta dei Gesuiti con ricca facciata (XVIII sec.) che affaccia sul Campo dei Gesuiti dove sorge anche l’Oratorio dei Crociferi (XVI sec.).

Durante il percorso, il trasporto pubblico effettua una fermata al Cimitero di San Michele con la omonima Chiesa (XV sec.) e dove si trovano le tombe di personaggi illustri (Igor Stravinskij, Sergej Djagilev, Ezra Pound, Iosif Brodskij, Helenio Herrera, Luigi Nono, Cesco Baseggio).

All’arrivo a Murano “Da Mula”, si può ammirare la bella facciata gotica di Palazzo Da Mula (XV-XVI sec.), decorata da patere e formelle, e, nel cortile interno, i resti di un edificio bizantino con portico a bifore (XII-XIII sec.). 

Visita del vicino atelier dell’artista Marco Toso Borella (durata 45 minuti).

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Palazzo Da Mula
ph. Gabriele Vattolo - Comune di Venezia



Tappa 2: Da Fondamenta da Mula al laboratorio di Matteo Seguso

Da Fondamenta Da Mula si percorre la Fondamenta dei Vetrai per circa 350 metri, passando accanto alla Chiesa di San Pietro Martire (XIV-XVI sec.) ricchissima di opere significative della pittura veneziana (Giovanni Bellini, Bartolomeo Vivarini, Paolo Veronese, Jacopo e Domenico Tintoretto).

Lungo tutta la Fondamenta sono numerosissime le botteghe artistiche che propongono ai visitatori le diverse tipologie della lavorazione del vetro. Sarà sufficiente curiosare qui e là per rendersi davvero conto della vastissima offerta degli artigiani che propongono le loro creazioni che vanno dal mosaico al vetro soffiato, dalle perle al vetro “a lume”, dalle “murrine” e altri gioielli in vetro alle sculture in vetro massiccio, dalla replica fedele dei capolavori esposti al Museo vetrario fino alle sorprendenti realizzazioni su disegno dei più affermati maestri dell’arte contemporanea. 

Visita del laboratorio artigiano di Matteo Seguso per la produzione del vetro (20 minuti).

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Chiesa di San Pietro Martire
ph. Gabriele Vattolo - Comune di Venezia



Tappa 3: Da Fondamenta dei Vetrai al Museo del Vetro di Murano

Attraversato il Ponte Longo “Lino Toffolo”, l’opposta Riva Longa è tutta un susseguirsi di negozi e botteghe artigiane, interrotte qua e là da qualche trattoria e dal complesso delle ex-Conterie, ora trasformato in hotel.
La successione delle botteghe continua anche oltre Punta Conterie, lungo la Fondamenta Marco Giustinian sulla quale affaccia l’elegante Palazzo Giustinian (XVII sec.), sede dal 1861 del Museo del Vetro, dove sono esposte opere eseguite con tecniche diverse (45 minuti). 

Il percorso della visita del Museo del Vetro di Murano segue un ordine cronologico ed inizia con i reperti di epoca romana (I/IV secolo d.C.) provenienti dalle necropoli della Dalmazia settentrionale, soprattutto olle cinerarie e altri oggetti in vetro rinvenuti a corredo delle tombe. Di particolare risalto, anche in relazione al tema dell’itinerario, i piatti e le coppe modellati in stampi e successivamente molati e incisi.

Il museo documenta con manufatti di valore straordinario lo sviluppo dell’arte vetraria veneziana tra il Trecento e il Seicento. Il salto di qualità, però, accade nel Quattrocento, grazie all’invenzione del vetro cristallino da parte di Angelo Barovier (1405 - 1460) e per la prima volta nella storia il vetro prodotto nelle fornaci muranesi appare limpido e trasparente, del tutto simile al cristallo di rocca. Data proprio di quest’epoca il pezzo più famoso di tutto il Museo: la Coppa Barovier in vetro azzurro decorata con smalti, secondo i temi decorativi tipici dell’iconografia rinascimentale, mentre nel secolo successivo si raggiungono i caratteri più elevati di virtuosismo nella decorazione del vetro “a mano volante”, ovvero a mano libera, con l’incisione a punta di diamante del vetro cristallino. 

La visita del Museo è l’occasione per ripercorrere la storia del vetro e della sua lavorazione che, stando a Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia, avrebbe avuto origine nella Mesopotamia del III millennio a.C. sotto forma di paste vitree per realizzare le perle (la stessa tecnica era utilizzata nell’Egitto del Medio Regno). Presente nel mondo ellenico per il trasporto e il commercio di profumi e unguenti, il vetro passa quindi a Roma dove, fin dalla metà del I secolo a.C., si comincia a utilizzare la tecnica della soffiatura tramite l’ausilio di una canna per produrre vasi e bottiglie. Da Roma, la ialurgia (tecnica della lavorazione del vetro) si sposta a Bisanzio e, da quel momento in poi, anche sulla vicina isola di Torcello dove sono stati rinvenuti oggetti in vetro risalenti al VI-VII secolo d.C.
Già dal 1271 lo Statuto, noto come Capitolare di Venezia, viene emanato a tutela del vetro veneziano impedendo che venissero importati vetri dall’estero e negando agli stranieri il permesso di operare a Venezia, mentre è del 1291 il decreto di trasferimento delle fornaci per la lavorazione del vetro dalla città all’isola di Murano. Successivamente, furono le maestranze muranesi a esportare le loro conoscenze in varie aree dell’Europa continentale diffondendo così l’industria del vetro, considerata primaria espressione del lusso (specchi, bicchieri e lampadari) da sempre riservata ad un pubblico selezionato quali sovrani e nobiltà.

Al di là del Canale di San Donato, bella facciata del rinascimentale Palazzo Trevisan (1557).

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Museo del Vetro
ph. Gabriele Vattolo - Comune di Venezia



Tappa 4: Da Fondamenta Giustinian alla Basilica dei Santi Maria e Donato

In Campo San Donato, oltre alla Basilica dei Santi Maria e Donato (XII sec.), ai piedi della Torre, sorge il Monumento ai Caduti, opera notevole dello scultore Napoleone Martinuzzi (1927).
In questa Basilica l’artigiano Marco Toso Borella ha creato le 15 Stazioni della Via Crucis (45 minuti).

Di antichissima fondazione (VII secolo), venne riedificata nelle forme attuali all’inizio del XII secolo e compiuta nel 1140. L’interno è a croce latina e pianta basilicale diviso in tre navate. Di notevole pregio è il pavimento a mosaico con figure di animali e intrecci geometrici. Nel catino absidale l’immagine della Madre di Dio è realizzata in mosaico di vetro a fondo d’oro della prima metà del XIII secolo.

Alle pareti si possono ammirare numerose pregevoli opere pittoriche degli artisti del Trecento (Paolo Veneziano, Lorenzo Veneziano), mentre nell’attiguo Battistero si trova l’antico sarcofago degli Acilii, proveniente da Altino, utilizzato in passato come fonte battesimale.

Dall’abside dell’ex cattedrale di Santa Maria e Donato, procedendo a sinistra lungo la Fondamenta San Lorenzo si arriva al Ponte Terese, al di là del quale inizia Calle del Convento dove, al civico 12/14, si trova il laboratorio di vetri artistici del Maestro Ferro Lorenzo che, pur producendo le sue opere sull’isola di Murano secondo le tecniche tradizionali, suggerisce la visita del suo negozio di Venezia, a San Polo, Calle seconda dei Saoneri 2672 A/B - 30125 VENEZIA - Tel./fax n° (+39) 0418392867 www.vetromuranoarte.com - e-mail: info@ferrolorenzomurano.com. Qui sarà possibile ammirare i bassorilievi in vetro interamente realizzati a mano ispirati principalmente ai simboli storici veneziani che uniscono arte e artigianato. 

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Basilica Santi Maria e Donato
ph. Gabriele Vattolo - Comune di Venezia




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