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Il mare e le spiagge del Lido di Venezia e di Pellestrina

IL MARE A VENEZIA: LE SPIAGGE DA SCOPRIRE

Pellestrina
ph. Karl Joaentges


Da un lato la laguna, dall’altro il mare. Nel mezzo, due strisce sottili di terra: sono il Lido di Venezia e Pellestrina, isole che diventano uno scenario perfetto in tutte le stagioni per un itinerario slow alla scoperta di spiagge sabbiose e acque cristalline, borghi ricchi di storia, natura selvaggia, tradizioni popolari e sapori autentici.
 



ph. Consorzio Venezia e il suo Lido


UN'ISOLA DALLO CHARME UNICO: IL LIDO

Il primo stabilimento balneare del Lido di Venezia venne inaugurato nel 1857: nel giro di alcuni decenni l’isola diventò una delle spiagge più esclusive d’Europa frequentata da reali e artisti. 

Oggi l'isola del Lido è costeggiata per tutta la sua lunghezza da 10 chilometri di bellissime distese di sabbia dorata, acque limpide ricche di fauna marina, premiate anche quest'anno con la Bandiera Blu e perfette per ogni tipo di viaggiatore: per chi ama l’indipendenza della spiaggia libera, per chi preferisce le comodità della spiaggia attrezzata, per appassionati di sport d’acqua, di running e di immersioni.

Forse la caratteristica del lungomare del Lido di Venezia sono proprio le capanne, cabine con veranda e tenda utilizzabili da più famiglie, che fanno ormai parte del paesaggio lidense. Grazie al fondale mai troppo profondo, l’isola è l’ideale anche per le vacanze in famiglia e con i bambini..




ph. AnnaBella Saccone


LE AREE NATURALI PROTETTE

Per chi ama le spiagge incontaminate e selvagge c'è la l'area naturale di San Nicolò, nella parte più settentrionale dell’isola, uno scrigno di biodiversità tra pineta, dune e spiaggia sabbiosa, e l'Oasi WWF delle Dune degli Alberoni, all'altro capo dell'isola, verso sud: un susseguirsi per due chilometri di spiaggia e dune, con alle spalle una pineta di 30 ettari. Entrambe le aree naturali protette hanno un habitat unico prescelto da numerosi uccelli che qui sostano o svernano; vi nidificano anche specie protette come il fratino e il fraticello.

A pochi passi dall'Oasi WWF agli Alberoni sorge anche il Circolo Golf Venezia, uno dei più antichi d'Italia e l’unico campo di Venezia, creato all'inizio degli anni Trenta dal conte Giuseppe Volpi di Misurata: un’area verde di oltre 100 ettari.

Da ottobre ad aprile si può esplorare il Lido anche con passeggiate a cavallo, un'esperienza adatta a tutta la famiglia.




ph. Ufficio Stampa Comune di Venezia


PELLESTRINA, ISOLA DI PESCATORI E MERLETTAIE

Dalla fermata Alberoni del Lido si raggiunge un altro gioiello un po' defilato della laguna: l'isola di Pellestrina.

Una sottile lingua di terra sospesa di 12 chilometri fatti di piccoli borghi dalle case variopinte, giardini e orti, un paio di ristorantini dove assaggiare la verace cucina lagunare, spiagge frequentate solo dagli isolani, un tranquillo lungomare per le passeggiate e quaranta ettari di riserva naturale protetta.

A Pellestrina non ci sono stabilimenti o spiagge attrezzate. Arrivando fino alla punta più a sud si può godere della zona più selvaggia dell’isola: Ca’ Roman, un’oasi verde con un’ampia spiaggia libera e dunosa, circondata da un fitto bosco, inserita all’interno di una riserva naturale della Lipu

Per visitare l'area e conoscerne la fauna la Lipu organizza gite in barca a metà maggio e i primi di ottobre.




ph. @chicchitudine via Instagram


I MURAZZI E LE TEGNÙE

A rinforzo del versante orientale dell’isola, stanno i Murazzi, poderosi muri d’argine in pietra d’Istria, una delle più imponenti difese a mare erette nel '700 dalla Serenissima per fronteggiare le mareggiate.

La storia dei Murazzi e dell’alluvione del 1966 è raccontata attraverso ricostruzioni, foto e filmati nel Piccolo Museo della Laguna Sud, nel borgo di San Pietro in Volta. Oggi i Murazzi sono frequentati da chi ama prendere il sole in tranquillità.

Se siete esperti di snorkeling e immersioni poi, il mare di fronte a Pellestrina vi rivelerà in un tesoro sommerso fatto di rocce da scoprire con maschera e bombole: le “tegnùe”, ossia “trattenute” in veneziano, così chiamate perché questi fondali trattenevano le reti da pesca. Si tratta di formazioni rocciose a 20 metri di profondità, vera nicchia ecologica ricca di pesci, crostacei, attinie e coralli!


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