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Itinerario Area Marciana

L’AREA MARCIANA, INTRODUZIONE A VENEZIA


Per chi visita Venezia la prima volta, l’area marciana è una tappa fondamentale. Riserviamo qualche spunto su quest’area ad altissima concentrazione di storia, monumenti e musei. Per ritagliarsi una piccola esclusiva si consiglia un risveglio mattiniero per avere la possibilità di studiare gli spazi e di comprendere l’evoluzione architettonica dei volumi.
La piazza San Marco fu concepita come un’ideale estensione della Basilica e del Palazzo Ducale come sfondo ai riti della vita civile e religiosa che scandirono la storia della Repubblica. Oltre al percorrere tutta la piazza lungo il suo perimetro lungo le Procuratie Vecchie, quelle sulla destra della Basilica, e Nuove quelle lungo il lato sinistro, elemento fondamentale della piazza è l’alto campanile di San Marco che ebbe in origine funzione di torre di avvistamento e di faro. La canna, rifatta una prima volta nel 1100, fu ricostruita nel 1517 rispettando sostanzialmente l’originaria struttura, adeguando però allo stile rinascimentale la decorazione della cella. Sopra questa, chiusa da un attico, si eleva la cuspide con alla sommità, a 96 metri, un enorme angelo dorato segnavento. Nel 1902 il campanile crollò, afflosciandosi su sé stesso senza recare danno. Fu ricostruito com’era in meno di dieci anni. Alla base del campanile, verso la Basilica, c’è la Loggetta, bellissimo complesso scultoreo e architettonico, ideata come un arco trionfale dal Sansovino nel 1537. Altro elemento caratterizzante la Piazza è la Torre dell’Orologio (su prenotazione, ingresso scontato con Rolling) iniziata e ideata nel 1496, su commissione dei Procuratori di San Marco, da Mauro Codussi. Essa s’innalza per dare importanza al seminascosto imbocco della principale arteria pedonale veneziana, le Mercerie. Esse sono la principale arteria commerciale della città, la via di comunicazione diretta tra la zona Marciana e quella Realtina, da sempre caratterizzata dalla presenza di numerosissime botteghe che, nei tempi antichi, rimanevano aperte di notte per vendere le stoffe preziose, i pregiati velluti, le spezie e le sete provenienti dall’Oriente. Dell’immenso patrimonio, si ritaglia qualche accenno ai due principali monumenti della Piazza, la Basilica e Palazzo Ducale.
Nel cuore della Piazza, la Basilica di San Marco è il centro spirituale della città. La chiesa venne fondata nell’ 829 per custodire e venerare le spoglie di San Marco. La Chiesa che si visita oggi è la terza ricostruzione e risale al 1063 con successivi interventi sulla statica (costruzione del nartece), rimodernamenti e abbellimenti (i preziosi marmi policromi). Sicuramente da non tralasciare durante la visita: la facciata principale con i cinque monumentali portali d’accesso e la terrazza che corre lungo tutta la lunghezza, sopra la quale fu collocata la bellissima quadriga, prezioso bottino della vittoriosa spedizione della IV crociata del 1204 (i cavalli originali sono all’interno del Museo di San Marco). Delle decorazioni musive esterne rimane solo il catino di San Alipio (portale a sinistra), che raffigura un’immagine della Basilica duecentesca; gli altri portali sono decorati da rifacimenti sei-settecenteschi di mosaici più antichi. Delle due facciate laterali, si noti particolare quella verso il bacino, dove un tempo si trovava l’ingresso principale, la porta “da mar”, di fronte alla quale sono collocati i due pilastri acritani che sottolineavano l’accesso. All’angolo di congiunzione con palazzo Ducale è la bella scultura in porfido dei Tetrarchi proveniente dall’Oriente. L’ampio atrio, o nartece, dove, sopra la decorazione marmorea, si può ammirare un’importante e pregevole decorazione musiva che ha per soggetto le storie dell’Antico Testamento (eseguita tra il 1230 e il 1275). Una volta entrati in chiesa, prima di volgere lo sguardo alla preziosa decorazione parietale, vale la pena notare lo splendido pavimento dal complesso disegno geometrico del XI e XII secolo. La pianta dell’edificio è a croce greca ma, per un allungamento dell’asse centrale culminante nel catino absidale, si ha la sensazione che sia a croce latina. Il ciclo musivo iniziato nel 1100 venne completato sul finire del 1200; durante tutto il secolo successivo vennero decorate le cappelle, inoltre nel 1400 fu completata la cappella dei Mascoli e all’inizio del Cinquecento la Sacrestia Nuova. All’interno della Basilica si possono visitare a pagamento il tesoro, la Pala D’Oro, preziosa opera di oreficeria veneto-bizantina e il Museo di San Marco (veramente pregevole).
Il secondo suggerimento di questo itinerario alla scoperta del cuore del Centro Storico è Palazzo Ducale (ingresso scontato con Rolling), dall’antichità abitazione privata del Doge, sede del Governo e delle principali Magistrature, nonché Palazzo di Giustizia. La tradizione vuole che, trasferita la sede ducale da Malamocco alle isole Realtine nell’810, venisse costruito in questo luogo un castello turrito, circondato dall’acqua e proiettato verso il mare, dove viveva e legiferava il massimo esponente dello Stato veneziano. Questo edificio fu distrutto dall’incendio appiccato durante la rivolta popolare contro il doge Candiano IV alla fine del X secolo; restaurato, nel 1106 bruciò nuovamente. Nel 1173 il Doge Sebastiano Ziani, colui che secondo la tradizione trovò la città di mattoni e la lasciò di marmo, iniziò la costruzione di una nuova struttura composta da due corpi distinti. Questo palazzo subì radicali mutamenti quando, dal 1340, fu costruita l’ala verso il Bacino per ospitare l’immensa aula del Maggior Consiglio. È quest’ala un capolavoro dell’architettura gotica, dove gli architetti e i lapicidi veneziani lasciarono un segno innovativo; dove brillanti scelte architettoniche annullano il peso dell’enorme muro soprastante (in realtà rispondeva anche a problemi di ordine statico, in quanto la serie delle colonne e dei pilastri permetteva di scaricare, con equilibrio, sul terreno sottostante il peso dell’enorme sala). Lo sforzo decorativo si concentrò in maniera particolare sul finestrone centrale, mirabile opera di gotico fiorito. Tale schema fu così apprezzato che quando un secolo dopo si dovette completare il Palazzo verso la Piazzetta si adottò lo stesso modulo e lo stesso stile, creando così un edificio assolutamente omogeneo. Alla famiglia dei grandi lapicidi Bon venne affidata, tra gli altri incarichi, la decorazione dell’ingresso d’onore attiguo alla Basilica, la Porta della Carta così chiamata perché qui venivano appesi i fogli dei bandi. È questo uno dei più alti esempi di scultura gotica veneziana della seconda metà del ‘400, il portale è sormontato dalle statue della Giustizia e di San Marco, affiancate dalle quattro virtù; sull’architrave è ritratto il Doge Foscari inginocchiato davanti al Leone andante, simbolo della Repubblica. Incamminandosi sotto l’Arco Foscari si giunge alla splendida Scala dei Giganti, grandiosa opera rinascimentale di Antonio Rizzo, alla sommità della quale, tra le imponenti statue raffiguranti Marte e Nettuno, il Doge appena eletto giurava fedeltà alla Serenissima. Di fronte alla scala si conclude l’Arco Foscari con le statue bronzee di Adamo e di Eva copia delle originali, opera del Rizzo, ed esposte all’interno del Palazzo.
L’ala dell’edificio a cui si appoggia la scala dei Giganti è di epoca rinascimentale e fu ultimata nei primi anni del ‘600. L’ampio e armonioso cortile è ornato da due vere da pozzo in bronzo della seconda metà del ‘500, erano questi due pozzi a cui tutti i cittadini liberamente potevano attingere acqua; il Palazzo, infatti, simbolo e luogo della politica e della giustizia era un edificio aperto dove chiunque poteva entrare senza timore, tanto che per secoli le porte non furono chiuse durante la notte, permettendo così l’ospitalità a pellegrini e povera gente. Oltre il cortile dei Senatori, salendo l’omonima scala posta all’estremità sinistra, si giunge al primo loggiato dal centro del quale si eleva la bellissima Scala d’Oro, accesso d’onore agli appartamenti dogali e alle sale del Governo, ideata da Jacopo Sansovino e terminata dallo Scarpagnino; gli stucchi bianchi e oro sono opera di Alessandro Vittoria, mentre gli affreschi sono di Battista Franco. Attraverso l’atrio quadrato si giunge alle sale del Governo e delle principali Magistrature oggi visitabili. Tutte sono riccamente decorate da splendide cornici lignee dorate in cui sono inseriti alcuni capolavori della pittura veneziana, opere di Tiziano, Veronese, Bassano, Palma il Giovane, Tiepolo. Le opere precedenti la seconda metà del ‘500 furono completamente distrutte dai rovinosi incendi del 1574 e 1577. I temi narrati nelle opere si riferiscono alla storia della Repubblica, alla storia delle origini, alle grandi battaglie o alle vittorie diplomatiche, esaltandone con allegorie le doti di buon governo e di saggia giustizia. Nella Sala del Maggior Consiglio e in quella dello Scrutinio si può ritrovare anche la serie completa dei ritratti dei Dogi.

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