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Itinerario Lungo il Canal Grande da Piazzale Roma a San Marco

ITINERARIO LUNGO IL CANAL GRANDE
DA PIAZZALE ROMA A SAN MARCO

 

 

Che si prenda la linea 2 (rivolta ai visitatori) o la linea 1 (che fa tutte le fermate), visitare Venezia lungo la sua principale strada d’acqua rappresenta un modo originale ed esclusivo di conoscere la città. I vaporetti sono, al pari della gondola, uno dei simboli più radicati nel paesaggio lagunare. Sono il simbolo di una modernità d’altri tempi, ma rimangono ugualmente un elemento fortemente collettivo e sociale. Nel visitatore sollecitano curiosità e interesse oltre a trasmettergli una diversa dimensione spazio temporale della città in assoluto unica ed irriproducibile. Per questo si suggerisce questo percorso che ci presenta un po’ di storia, e che garantisce 40 impedibili minuti di storia in pillole: passato e presente tra un approdo e l’altro. Si può pure scendere e risalire (n.b. sempre mantenendo la direzione e tenendo d’occhio l’orologio se si è in possesso di un biglietto di corsa semplice…). Nulla impedisce di compiere l’itinerario al contrario da Vallaresso (San Marco a P.le Roma). Piazzale Roma è il punto di partenza per entrambe le linee del vaporetto che percorrono il Canal Grande 1 e 2. Per entrambe la direzione è Rialto-Vallaresso, a P.le Roma gli approdi sono separati ma tra i pontili scegliete, sguardo verso il canale, quello di sinistra. Appena lasciata P.le Roma, il vaporetto transita sotto il ponte della Costituzione, il meglio noto “quarto ponte sul Canal Grande”, progettato dall’architetto Calatrava (secondo meglio noto “ponte di..”) costruito in pietra, vetro, acciaio, inaugurato nel 2008 dopo alterne vicissitudini. Sulla sinistra, transitando davanti alla Stazione ferroviaria si trova la Chiesa degli Scalzi, progettata dall’architetto Longhena dove è sepolto Lodovico Manin, ultimo doge di Venezia. Si passa poi sotto il Ponte degli Scalzi o della Ferrovia, che unisce il sestieri di Cannaregio e San Polo. Il ponte è una ricostruzione del 1934 in pietra di quello costruito dagli austriaci. Poco dopo aver lasciato Riva de Biasio, sul medesimo lato, si trovano, in serie il Fontego dei Turchi  (ricostruzione ottocentesca) dalla tipica facciata veneto-bizantina del XII e XIII sec. ora sede del Museo di Storia Naturale. La fermata successiva, proprio di fronte, è San Marcuola. All’interno della chiesa che porta lo stesso nome si può ammirare ‘L’ultima cena’ del giovane Jacopo Tintoretto. Appena il vaporetto lascia l’approdo, ecco Palazzo Vendramin-Calergi  uno dei più importanti palazzi sul Canal Grande, realizzato, su progetto di Mauro Codussi, rappresenta l’apice dell’architettura veneziana rinascimentale, nel mezzanino dimorò R. Wagner, il grande compositore, che qui morì nel 1883, ora sede della casa da gioco veneziana. Volgendo lo sguardo verso destra ecco aprirsi l’ampio campo San Stae che prende nome dalla Chiesa eretta nel XVII secolo. Appena superato San Stae non può sfuggire le appariscenti linee di Ca’ Pesaro (ingresso scontato con Rolling) capolavoro dell’architettura barocca secentesca, dove il genio di Baldassare Longhena giunse alla sua massima espressione; qui hanno sede la Galleria d’Arte Moderna e Museo d’Arte Orientale. Sul lato opposto scorgiamo Palazzo Barbarigo della seconda metà del Cinquecento, la cui facciata conserva decorazioni a fresco con temi allegorici, uno dei rari esempi ancora visibili di facciate dipinte. Sempre sullo stesso lato si passerà di fronte allo splendido edificio che si incontra è Ca’ d’Oro capolavoro dell’architettura gotico-fiorita veneziana anticamente decorata con marmi e dorature oggi scomparsi. L’effetto scenografico però è ancora oggi apprezzato soprattutto grazie ad un’efficace illuminazione notturna. Il palazzo è aperto al pubblico. Poco prima dell’ansa centrale del Canal Grande ecco l’area realtina con la Pescheria (fermata Rialto Mercato) e il mercato cittadino, oggi un alternarsi di banchi del mercato e locali tipici (attenzione più o meno turistici e più o meno “tipici”). Diversamente dall’area dell’Erbaria dove tutti gli edifici risalgono a metà del ‘500 (le fabbriche Nuove sono del Sansovino), Rialto fu uno delle prime aree cittadine abitate, confermato da molte testimonianze storiche e dalla chiesetta di San Giacomo (V secolo). La configurazione attuale invece è del ‘500 (a seguito del disastroso incendio del 1514), la ricostruzione fu affidata ad Antonio Abbondi, detto lo Scarpagnino. La fortunata posizione diede la possibilità di sviluppare le rive come zone di scarico per le merci, i toponimi rimasti ricordano la tipologia mercantile delle varie rive (del Ferro, del Vin, del Carbon) e delle rughe (vd. glossario) ad esempio quella degli Orefici, l’arteria principale. Nella parte più interna, attorno alle piazze di scambio (compresa la zona di appuntamenti finanziari e di contrattazione, quasi una moderna Borsa, assicuratori compresi!) e alle rive sorgevano le botteghe artigiane, divise per corporazioni (tipologia di attività) a integrare ed arricchire l’offerta del mercato. Nei luoghi aperti, come oggi, avveniva il commercio della verdura e della frutta, degli agrumi, del formaggio e delle carni avveniva in luoghi aperti vicino alle rive, in quei siti denominati ancora oggi “Erbaria”, Naranzeria, Casaria, Beccaria, Pescaria ...”. Alla destra del Ponte di Rialto ecco il Palazzo dei Camerlenghi, costruito da Guglielmo dei Grigi tra il 1525 e il 1528, era l’antico luogo deputato alla finanza pubblica di Venezia con annessa prigione per i debitori. Passando sotto il Ponte di Rialto, si rafforza l’idea di aver intrapreso un viaggio fantastico (per chi è comodamente seduto vicino ad un finestrino, s’intende). In origine il Ponte di Rialto, uno degli arcinoti monumenti cittadini, era un ponte di barche detto “quartarolo”, dalla moneta necessaria a transitarlo è in realtà, da secoli, il protagonista dell’intero sistema urbanistico che collega l’area di San Marco a quella di Rialto, diventando, con le sue botteghe, la logica prosecuzione dei Mercati. Con l’aiuto di un meraviglioso dipinto quattrocentesco di Vittore Carpaccio (Gallerie dell’Accademia) e con un po’ fantasia si può immaginare il ponte in legno e la vita frenetica del mercato così pure le vicissitudini e le molte ricostruzioni. Realizzato più volte in legno (il primo ponte risale al 1200), l’attuale struttura fu portata a compimento nel 1591 dall’architetto Da Ponte ad arco unito integralmente ricoperto di pietra d’Istria. Una curiosità è che per costruire il nuovo ponte nel 1551, venne indetto un concorso a cui parteciparono i più illustri architetti dell’epoca, tra cui Sansovino e Palladio, ma i progetti considerati troppo arditi e poco funzionali vennero bocciati. Proseguendo e superando le fermate di San Silvestro e Sant’Angelo, giungendo a San Tomà, in volta di Canal spicca Palazzo Balbi eretto sul finire del XVI secolo, la sua ampiezza e la decorazione profusa preannunciano il gusto barocco; ora sede della Presidenza del Consiglio Regionale del Veneto. Sul lato sinistro della volta notiamo Palazzo Contarini “Delle Figure” elegante costruzione rinascimentale opera del Scarpagnino, così denominato per le due immagini, specie di cariatidi, poste sopra la porta d’ingresso; curioso e atipico il finestrone centrale a forma di tempio classico con colonne e timpano. Il palazzo deve la sua fama alla ricca biblioteca (fondo presso la Biblioteca Marciana), e all’aver ospitato Andrea Palladio. Tornando sulla riva opposta, poco più avanti, attiguo a eleganti e fastose costruzioni gotiche troviamo Ca’ Foscari, restauratissimo e bellissimo esempio di architettura gotica della seconda metà del Quattrocento, famoso per aver ospitato illustri personaggi tra i quali nel 1574 il re di Francia Enrico III, attuale sede dell’Università di Ca’ Foscari (Rettorato, uffici di rappresentanza, qualche dipartimento di Economia e un pregiato punto di ristoro). Il palazzo che segue è Ca’ Rezzonico (ingresso scontato con Rolling) stile barocco progettato da Baldassarre Longhena per la famiglia Bon e completata nel Settecento per i nuovi proprietari, i Rezzonico noti bancari milanesi, dall’architetto Giorgio Massari che aggiunse l’ultimo piano e creò un fastoso salone da ballo a cui si accede da un imponente scalone. È sede del Museo del Settecento che rappresenta con i mobili d’epoca e le decorazioni d’ambiente uno spaccato dello stile e della cultura del periodo. Proprio di fronte si passa di fronte a Palazzo Grassi (ingresso scontato con Rolling) opera di Giorgio Massari e realizzato nel Settecento per la famiglia bolognese Grassi. Per molti anni di proprietà FIAT (dal 1984) dove si sono succedute numerose e celeberrime mostre di civilizzazione (Faraoni, Etruschi, Maya, Greci, Celti e Fenici) e d’arte (dall’Espressionismo tedesco alla pittura fiamminga), All’interno vi è un grandioso cortile in un lato del quale si diparte lo scalone monumentale che conduce ai piani superiori. Insieme agli spazi di Punta della Dogana ospita esposizioni temporanee e permanenti della collezione di Arte Contemporanea di François Pinault magnate internazionale di moda e mecenate per numerosi artisti contemporanei. Spazi rigorosamente rivisti di recente dall’architetto Tadao Ando. Subito dopo ecco il ponte dell’Accademia originariamente costruito nel 1854 in ferro e successivamente ricostruito, nel 1932 in legno; doveva essere provvisorio ma diventò così familiare per i veneziani che non fu più modificato (nel 2009 un nuovo bando di concorso per la ristrutturazione divide nuovamente i residenti sui materiali da utilizzare!). Ai piedi del ponte, sul lato sinistro, sorge l’enorme complesso dell’ex convento della Carità ora sede delle Gallerie dell’Accademia che custodiscono il meglio della pittura veneziana da Bellini, Tiziano, Carpaccio, Tintoretto fino alla famosa ‘Tempesta’ del Giorgione. Ancora con lo sguardo rivolto verso l’alto per ammirare le arcate del ponte dell’Accademia, si scorge a sinistra Palazzo Cavalli Franchetti che ospitò l’Arciduca Federico d’Austria nel 1800 periodo in cui fu creato anche il giardino sull’area di un preesistente squero. Sul palazzo furono attuati, alla fine dell’Ottocento, numerosi e radicali restauri. Il Franchetti fu musicista e collezionista d’arte, donò a Venezia la Cà D’Oro. Proseguendo con l’arte contemporanea inseguendo un pezzo di storia che lega fortemente la città con i presidi stranieri ecco Palazzo Venier dei Leoni, dall’altezza insolita rimasto incompiuto e ora sede della collezione di arte contemporanea “Peggy Guggenheim” (ingresso scontato con Rolling,) sulla cui terrazza prospiciente l’acqua risalta il bellissimo cavaliere, opera di Marino Marini. Subito a seguire Cà Dario uno dei più noti palazzi Rinascimentali che si affacciano sul Canal Grande, ricco di ornamenti, inclinato da passati cedimenti ha fa ma di luogo misterioso e a numerosi eventi funesti che hanno colpito molti dei proprietari. Le fermate della Madonna del Giglio (per raggiungere il Gran Teatro la Fenice) e della Salute sono le ultime del Canal Grande. A destra si può infatti ammirare la Basilica della Madonna della Salute, capolavoro del Longhena, come ex voto dopo la fine pestilenza del 1630. Ogni anno i veneziani festeggiano la ricorrenza il 21 novembre con una festa religiosa molto popolare. A pochi passi ecco la Punta della Dogana da Mar (ingresso scontato con Rolling) antico scalo doganale delle merci dal XVI secolo, con la robusta torre ove due Atlanti in bronzo sorreggono il Globo dorato su cui volteggia la statua della Fortuna, antico ingresso di Venezia. Dal 2009 è diventato uno spazio gestito Fondazione Pinault che ha sostenuto i costi del restauro (anche qui il magistrale tocco dell’Arch. Tadao Ando) e degli allestimenti, garantendo la riapertura di questi spazi altrimenti abbandonati e in totale decadenza. Il vaporetto approderà poi a Vallaresso temine del nostro percorso lungo il Canal Grande e fermata ideale per iniziare la visita dell’area Marciana. Percorrendo Calle Vallaresso e svoltando a destra si raggiungerà il retro di Palazzo Correr (l’ala Napoleonica), accesso alla Piazza San Marco proprio di fronte alla Basilica.

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